DESTINATARIO SCONOSCIUTO Un viaggio agli albori del razzismo


DESTINATARIO SCONOSCIUTO
Lettura scenica di "Destinatario sconosciuto" di Kressmann Taylor


Voci narranti: Alberto Bonacina e Filippo Ughi
Ambientazione sonora e visiva: Cinzia Airoldi

 

spettacolo per ragazzi delle scuole medie inferiori e scuole medie superiori


durata 50' 

 

Lettere.
Due amici fraterni e soci in affari si scrivono lettere.
19 lettere e 1 cablogramma tra il 12 novembre 1932 e il 3 marzo del 1934.
Martin Shulse, tedesco, e Max Eisenstein, ebreo americano, soci in affari e amici fraterni.
Si separano.
Si separano quando Martin decide di lasciare la California per tornare a vivere in Germania.
Inizia tra i due uno scambio epistolare.
Ma l'ombra della storia si proietta sul destino dei due amici.

 

In che modo il nazismo ha potuto cambiare la mente di molti tedeschi colti, intelligenti e sensibili fino a indurli a rinnegare l'amicizia che li aveva legati in passato a qualsiasi persona ebrea?

 

Hitler sale al potere, voci sempre più allarmanti giungono a Max.
Martin guarda con entusiasmo ai destini della nuova Germania.
L'amicizia è ormai impossibile, ma Max continua a credere nella lealtà dell'antico socio, e si rivolge a lui per chiedere aiuto in una circostanza drammatica.
La reazione di Martin, che ha nel frattempo assunto un incarico di rilievo nel partito nazista, sarà, invece crudele.
Ma totalmente imprevedibile si rivela il colpo di scena che segue...


Nel 1938 la rivista «Story» di New York pubblica Destinatario sconosciuto, breve romanzo firmato da un certo Kressmann Taylor. Nome d'arte in realtà. Ad adottarlo è la trentacinquenne Kathrine Kressmann. Nata e cresciuta nell'estrema provincia americana (in Oregon), Kathrine si trasferisce con la laurea in tasca a San Francisco. E nel 1928 sposa Elliott Taylor, proprietario dell'agenzia pubblicitaria dove lavora. Pubblicato nel 1939 come libro vero e proprio, vende in America cinquantamila copie. Da tutta l'Europa continentale, dove ne viene immediatamente vietata la circolazione, viene ignorato per sessant'anni: solo nel 1999, tre anni dopo la morte dell'autrice, viene tradotto in francese e diventa un best-seller.

 

Questo breve ma intensissimo libretto, pubblicato per la prima volta nel 1938, è estremamente profetico nel prefigurare gli orrori del Nazismo ed è un libro che, pur leggendosi in poco tempo, resta dentro per parecchio! Leggere "Destinatario sconosciuto" ai giorni nostri è utile, non solo per non dimenticare una delle pagine più tremende della nostra storia recente, forse quella più tremenda, ma anche per riflettere su alcuni aspetti della nostra civiltà nella quale, a periodi alterni, sembrano riacutizzarsi piaghe che hanno alcuni, quando non molti, aspetti in comune con le vicende narrate nel libro.

 

La lettura ad alta voce del testo integrale a cura di Alberto Bonacina e Filippo Ughi mette in scena con leggerezza e precisione, attraverso lo sviluppo di poche semplici scene, lo spezzarsi di una relazione di amicizia di condivisione e convivenza. Poi la solitudine, la paura, la tragedia che ne derivano.
Il prezioso contributo tecnico di Cinzia Airoldi, permette di ricostruire in ogni spazio (teatrale o non convenzionale) un ambientazione sonora e visiva ricca di emozioni e suggestioni originali e inaspettate.

 

 

 

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