9 novembre L'ABBUFFONE Robbiate


ROBBIATE | sabato 9 novembre ore 17.00
Biblioteca Comunale "Ilaria Alpi" Via Donna Ida Fumagalli, 24

 

Saverio Bari 

legge
L'ABBUFFONE di Ugo Tognazzi

 

"L'Abbuffone" di Ugo Tognazzi è molto più di un libro di ricette, è un trattato di filosofia (di vita).

Un inno al cibo come godimento sfrenato – al pari del sesso e della stessa gioia – in una visione pagana dell'esistenza, precristiana e sicuramente prevegana. Per intenderci, poteva capitare che si raccogliesse in preghiera, ma davanti al frigorifero della casa di campagna a Velletri, alla ricerca di un'ispirazione per il pranzo. Quell'enorme frigorifero, non a caso, lui lo considerava la cappella di famiglia.


Ugo Tognazzi iniziò a cucinare da autodidatta, anche se Vianello giura di avergli insegnato lui i rudimenti, quando vivevano e lavoravano insieme a Milano negli anni 50, protagonisti di sketch televisivi memorabili. Fatto sta che poi coltivò la passione in modo totalizzante, arrivando persino a scegliere le cliniche dimagranti in base a come si mangiava. In anni in cui non esisteva la parola "foodie" (che gli sarebbe suonata come una supercazzola) frequentò cuochi e ristoranti di mezzo mondo, ma soprattutto fu un cuoco geniale, dalla curiosità vorace e dalla grande voglia di sperimentare, che lo portò fino all'ippopotamo alla pizzaiola.

Ebbene sì, anche in cucina rivendicava "il diritto alla cazzata", quello su cui goliardicamente aveva impostato l'intera esistenza.


Ne "L'Abbuffone. Storie da ridere e ricette da morire" ritroviamo tutti gli ingredienti della cucina di Ugo Tognazzi: golosità, sperimentazione, convivialità (oltre che glicemia e colesterolo alle stelle!). Il libro si divide in tre sezioni: Autogastrobiografia (ricordi personali e ricette in abbinamento), Ricettario, La Dernière Bouffe (alcuni piatti de "La grande abbuffata").

Alla leggerezza del tono (evidente anche nei nomi delle preparazioni: Bavarese di tette, Una milanese a Roma, Maial tonné...) corrisponde una certa pesantezza dei piatti, almeno a giudicare con gli odierni apparati gastrointestinali. Che cosa rimane di tutto questo per i palati di oggi? Diciamo che "L'Abbuffone" di Ugo Tognazzi parla più ai cuori: per ricordarci – tra Masterchef, foto ai piatti, diete mortificanti e autopunitive – che il cibo è essenzialmente gioia.



SPUNTI DI LETTURA

L'assaggiatrice, Giuseppina Torregrossa

Estasi culinarie, Muriel Barbery

Ricette immorali, Manuel Vazquez Montalban

Le ricette di Nefertiti, Bruno Gambarotta

Dai fiori del male ai fiori di zucca: l'arte di scrivere a tavola, Homo Scrivens

In cucina con Kafka, Tom Gauld
L'arte della cucina sovietica, Anya von Bremzen

La cucina di Bahia, Jorge Amado

Paloma, Jorge Amado

La cucina di Amelie, Juliette Nothomb

L'uovo alla kok, Aldo Buzzi

 


SAVERIO BARI 


saverio_bari_-_Copia.jpg

Si diploma presso la Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna nel 1997. Nel 1998 è selezionato per il progetto di alta formazione Ecole de Maitres. Si perfeziona con i Maestri Ariane Mnouchkine e Matthias Langhoff. Lavora, tra gli altri, con i registi Walter Le Moli, Gigi Dall'Aglio, Lorenzo Salveti. Lavora come attore in diverse produzioni RAI e Mediaset per la regia, tra gli altri, di Manetti Bros, Michele Soavi, Fabio Calvi.

Dal 2015 è collaboratore stabile di Compagnia Sanpapié in qualità di attore e performer vocale. Da diversi anni è impegnato in una ricerca che indaga il rapporto tra musica, poesia, e performance.

Lo spettacolo Un minuto di silenzio, di cui è autore e interprete, ha debuttato al Festival Teatri del Cimone nell'agosto 2018.

Galleria